Le riunioni fanno parte del nostro lavoro quotidiano.
Ma ti sei mai chiesto quale sia l’impatto ambientale di un incontro fisico rispetto a uno virtuale?
Scopriamolo insieme.
Abbiamo messo a confronto una riunione di un’ora con 10 persone: da un lato, un incontro virtuale su Zoom, dall’altro, un incontro fisico in un ufficio di Roma, con metà dei partecipanti arrivati in aereo da Milano.
I numeri sono sorprendenti: una riunione fisica può essere fino a 250 volte più inquinante di una virtuale in termini di emissioni di CO₂.
Ma perché questa differenza è così grande?
Oltre il 97% dell'impatto di una riunione fisica è dovuto agli spostamenti.
I viaggi in aereo e in auto generano centinaia di chili di CO₂. Anche il consumo di energia dell'ufficio per luci e climatizzazione ha un suo peso.
Senza dimenticare il consumo di acqua e suolo, nettamente superiori in un contesto fisico.
Certo, anche il digitale ha un impatto, ma è enormemente ridotto.
Un’ora di videochiamata consuma da 20 a 120 litri d’acqua per alimentare i server, ma resta una scelta molto più sostenibile.
Possiamo fare ancora di più: disattivare la videocamera quando non è necessaria e usare piattaforme che usano energie rinnovabili.
La lezione è chiara: quando possibile, scegliamo le riunioni virtuali.
Se l'incontro fisico è indispensabile, valutiamo il treno invece dell’aereo. Le nostre scelte lavorative possono fare una grande differenza per il pianeta.
Questo contenuto è stato realizzato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica nell'ambito della campagna Dipende da Noi, finanziata dal programma Next Generation EU nell’ambito del PNRR, Missione 2, componente 3 - Investimento 3.3 - Cultura e consapevolezza su temi e sfide ambientali.
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