Il turismo è un settore che ha un impatto ambientale sempre più rilevante: basti pensare che è responsabile di circa il 10% delle emissioni globali, che aumenteranno del 5% annuo, arrivando a 8,4 giga tonnellate di emissioni di CO2 nel 2030, qualora non ci fossero aggiustamenti e cambi di direzione (fonte: Federturismo Confindustria, 2023).
È un trend da invertire al più presto possibile, rimettendo al centro la sostenibilità ambientale, sociale ed economica dei territori su cui il turismo opera: la valorizzazione dei luoghi non deve più configurarsi come una colonizzazione aggressiva degli spazi migliori, ma agire in una maniera capace di non determinare il degrado o la distruzione delle risorse naturali, culturali e identitarie delle comunità locali e dei territori.
Ci sono molti modi per ridurre questo impatto, attraverso scelte consapevoli e vivendo i luoghi nella loro identità, senza pretendere di modificarli o adattarli a nostro uso e divertimento.
Ciascuno di noi può fare la propria parte, scegliendo un tipo di turismo sostenibile e mettendo in atto azioni virtuose che riducono gli effetti sull’ambiente, aiutando al contempo lo sviluppo dell’economia dei luoghi visitati.
La prima scelta riguarda la destinazione e il periodo di ferie. Il turismo di massa, il cosiddetto overtourism (“sovraffollamento turistico”), che rende in alta stagione i luoghi di interesse sovra-sfruttati e presi d’assalto e che provoca danni spesso irrecuperabili agli habitat e pesanti disagi alla popolazione locale, è una forma di fruizione turistica che deve assolutamente essere arginata e limitata. Potendo scegliere, le parole d’ordine sono “destagionalizzare”, ovvero prediligere viaggi non in alta stagione, e “delocalizzare”, ovvero allontanarsi dai flussi e dalle rotte turistiche più gettonate, considerando la possibilità di scegliere destinazioni conosciute per i loro sforzi di conservazione e per le loro iniziative turistiche responsabili. Si potrà così scoprire e vivere l’identità e l’autenticità di luoghi altrettanto belli, senza stress e impatto ambientale sui territori.
Poi, si deve scegliere come arrivare alla destinazione scelta. Come è risaputo, la scelta di viaggi che includono voli aerei e navi da crociera sono le modalità di viaggiare meno sostenibili e più altamente impattanti a livello ambientale. La soluzione migliore, sempre potendo scegliere, è preferire opzioni di viaggio in autobus o in treno, i quali emettono quantità di CO2 drasticamente minore, per poi spostarsi soprattutto in bicicletta o a piedi.
Dopo aver scelto dove e come si viaggia, è ora di scegliere il tipo di alloggio: esistono infatti diverse opzioni eco-friendly, dalle strutture costruite con materiali naturali alle strutture che si impegnano a diminuire i propri consumi energetici, il consumo di acqua e la produzione di rifiuti. Sempre più strutture si stanno muovendo in questa direzione, cercando soluzioni sostenibili per ridurre l’impatto di emissioni.
Finalmente arrivati nella destinazione prescelta, inizia la vacanza! Ma è importante mantenere gli stessi comportamenti virtuosi che attuiamo a casa nostra, perché ogni nostra azione può fare la differenza: evitare i prodotti usa e getta, differenziare i rifiuti, non sprecare acqua, non arrecare danni e disturbo ad ecosistemi e fauna, comprare prodotti locali, freschi, di stagione, preferibilmente di origine vegetale e biologici.
La vacanza può essere riposo e distacco da tutto, ma anche occasione per conoscere nuove culture e tradizioni, fare nuove esperienze e intraprendere attività che non riusciamo a svolgere nella vita quotidiana: anche in questo caso si possono fare scelte sostenibili, a contatto con la natura e a zero impatto ambientale, come corsi di sub, fotografia naturalistica, monitoraggio della fauna, o partecipare ad eventi dedicati proprio alla cura dell’ambiente, come la pulizia delle spiagge e dei boschi.
Che il viaggio abbia inizio, e buone vacanze sostenibili!
Per approfondire:
Decalogo delle vacanze e viaggi sostenibili









