28 Aprile 2026

La transizione ecologica non è solo un obiettivo normativo o tecnologico, ma un profondo processo culturale che trova nella piattaforma Cultura e Consapevolezza il suo spazio di analisi e divulgazione. Comprendere le dinamiche economiche globali è fondamentale per costruire quella sensibilità ambientale necessaria a guidare il cambiamento; in quest’ottica, il rapporto “OECD Economic Surveys: Italy 2026” offre una lente d’ingrandimento privilegiata sulle direttrici dello sviluppo nazionale. Il documento sottolinea come la solidità del nostro sistema produttivo sia oggi indissolubilmente legata alla capacità di coniugare crescita economica e tutela del capitale naturale, identificando nella formazione e nelle competenze green i pilastri strategici per un’Italia più verde e competitiva.

Il rapporto “OECD Economic Surveys: Italy 2026” presentato il 23 aprile a Roma, analizza le linee guida per lo sviluppo del Paese nei prossimi anni. Nell’analisi si enfatizza la reazione positiva dell’Italia agli shock degli ultimi anni, e si suggeriscono le misure per accelerare l’impulso riformatore aumentando i tassi di crescita e riducendo il debito pubblico. Il documento conferma la solidità economica e il percorso di consolidamento finanziario intrapreso, indicando nell’investimento per il capitale umano la base per una crescita costante.  Tra gli obiettivi prioritari indicati nel rapporto è, infatti, presente il potenziamento della formazione specialistica per sostenere l’evoluzione del sistema produttivo.

 

Real GDP growth projections

 

Le priorità operative individuate nel rapporto 2026 riguardano tre ambiti principali:

  • Sviluppo degli ITS e della formazione professionale: viene indicata l’espansione dell’istruzione tecnica per allineare l’offerta formativa allo sviluppo tecnologico e in particolare alle richieste delle filiere dell'energia pulita e dell'economia circolare.
  • Formazione continua (life-long learning): il rapporto evidenzia l’importanza di programmi di aggiornamento per i lavoratori dei settori tradizionali, necessari per gestire la trasformazione dei processi interni alle imprese.
  • Integrazione scuola-lavoro: il rafforzamento dei legami tra istruzione e industria garantisce l’aggiornamento dei programmi di studio rispetto alle innovazioni tecnologiche nello stoccaggio energetico, nelle reti intelligenti e nei nuovi materiali.

Il rapporto individua, inoltre, settori d’azione dove grazie alla formazione specialistica si sostengono gli obiettivi di politica economica. Ad esempio, per quanto riguarda le piccole e medie imprese, l’attenzione si sposta sulla creazione di figure manageriali esperte in innovazione dei processi produttivi, mentre sul piano fiscale, si indica lo spostamento della tassazione verso basi imponibili favorevoli alla crescita e alla tutela ambientale, così da incentivare comportamenti virtuosi.

Il documento dell’Organizzazione pone anche un accento specifico sulla necessità di potenziare l’orientamento scolastico verso le discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) in particolare con declinazione ambientale.

Secondo il rapporto, infatti, l’adozione di un approccio multidisciplinare che integri la consapevolezza ecologica sin dai primi cicli di istruzione è fondamentale per preparare le future generazioni alle nuove richieste del mercato. In quest’ottica, la collaborazione tra settore pubblico e privato viene indicata come lo strumento elettivo per sviluppare percorsi formativi flessibili, capaci di rispondere in tempo reale all’evoluzione tecnologica dei comparti dell’energia e dell’economia circolare, trasformando la conoscenza ambientale in un asset strategico per la crescita nazionale.

L’integrazione tra istruzione tecnica e investimenti green è indicata come motore per l’incremento del PIL e per l’aumento dell’occupazione giovanile. Le rilevazioni dell’OCSE confermano che la cultura della sostenibilità trova applicazione pratica in percorsi formativi definiti, rendendo la consapevolezza ambientale una competenza professionale centrale per il mercato del lavoro.

Inoltre, secondo l’analisi dell’Organizzazione, la capacità dell’Italia di raggiungere gli obiettivi climatici è legata proprio alla capacità del sistema educativo di generare competenze verdi. Il rapporto identifica nella disponibilità di profili tecnici qualificati il fattore determinante per l’attuazione del PNRR e per lo sviluppo delle energie rinnovabili. È evidente, pertanto, che solo grazie a un massiccio investimento nella formazione si può garantire una transizione ecologica strutturata e inclusiva.

Un’intera sezione del rapporto è inoltre dedicata alla sicurezza energetica: in questo capitolo l’OCSE riconosce gli sforzi compiuti dall’Italia al fine di diversificare le forniture e di rafforzare il sistema energetico e incoraggia il Paese a proseguire sula stessa strada. Nel merito, l’OCSE suggerisce diverse raccomandazioni, in tre ambiti: rafforzamento della capacità di generazione e trasmissione dell’energia, elettrificazione ed efficientamento dei consumi, diversificazione delle fonti.

In una prima parte del capitolo, il testo sottolinea la necessità di ridurre le dipendenze estere e i costi complessivi dell’energia, accelerando lo sviluppo della capacità di generazione, distribuzione e stoccaggio delle energie rinnovabili e affrontando i fattori che ostacolano i processi di pianificazione e approvazione, incluso il coordinamento tra i diversi livelli di governo. 

A tal scopo, viene suggerito di rafforzare il coordinamento dei diversi livelli di governo del territorio per ciò che concerne la pianificazione della produzione e trasmissione energetica, oltre che per quanto riguarda la resilienza del sistema elettrico: sono citati come raccomandazioni il potenziamento della piattaforma SUER,  l’approccio anticipatorio nella pianificazione di infrastrutture di trasmissione e connessione economicamente efficienti (recentemente adottato) e i piani di risposta agli eventi avversi. Sempre nei riguardi delle fonti rinnovabili, l’OCSE valuta in maniera positiva i meccanismi implementati dall’Italia per supportare la generazione e lo storage, raccomandando di mantenere i segnali di prezzo di mercato al fine di favorire la riduzione del costo finale dell’energia nel lungo termine.

In seguito il rapporto si concentra sull’elettrificazione e sull’efficientamento di trasporti, industria ed edifici. Il testo raccomanda di ridurre le misure generali di sostegno energetico e i sussidi ai combustibili fossili, perseguendo nell’attuazione dell′ETS2, anche per sfruttare le risorse del Fondo Sociale per il Clima, fornendo quindi un sostegno mirato alle famiglie vulnerabili, all′efficientamento energetico delle imprese (in particolare delle PMI), assicurando sostegno all′elettrificazione e migliorando l′efficienza energetica delle abitazioni a basso reddito e dei trasporti. Nel merito dei trasporti, viene inoltre suggerito inoltre di armonizzare i regimi autorizzativi delle infrastrutture di ricarica elettrica delle autovetture, mentre nei riguardi della riqualificazione energetica degli edifici, viene suggerito di rafforzare i programmi di riqualificazione energetica di tutti gli edifici pubblici che sono sede di enti governativi e di indirizzare le agevolazioni fiscali a famiglie a basso reddito garantendone la certezza a lungo termine.

Nell’ultima parte del capitolo, il rapporto affronta la diversificazione del mix energetico, citando in termini positivi le azioni portate avanti dall’Italia: l’ampia differenziazione delle forniture di gas operata dal 2022 ad oggi e l’adozione di nuovi rigassificatori, il supporto alla produzione di biometano da scarti agricoli o la creazione delle hydrogen valleys, entrambe finanziate con il PNRR, e la nuova apertura al nucleare civile. In particolare, nei riguardi  dell’energia nucleare, considerata una forma di energia stabile, a basse emissioni e competitiva a livello di costi, l’OCSE raccomanda di verificare lungo tutto il ciclo di vita la sostenibilità economica dei progetti che verranno adottati.

Nel complesso, il nostro Paese è invitato a proseguire in molte delle riforme già adottate, mantenendo una strategia di diversificazione delle fonti e superando i colli di bottiglia che limitano lo sviluppo dell’energia rinnovabile, al fine di garantire una fornitura di energia strutturalmente sostenibile e competitiva.

Verso una consapevolezza operativa: il nostro impegno

Il rapporto OCSE 2026 ci ricorda che il cambiamento avviene attraverso la conoscenza, la cultura, la formazione. La piattaforma Cultura e Consapevolezza nasce proprio per rispondere a questa esigenza: trasformare i dati e le raccomandazioni internazionali in spunti di riflessione per cittadini, studenti e professionisti. Se la transizione ecologica è la meta, la formazione e la sensibilità ambientale sono la bussola per raggiungerla. Investire oggi nelle competenze STEM e nella consapevolezza significa garantire che la crescita economica dell'Italia sia indissolubilmente legata alla tutela del nostro straordinario patrimonio naturale. Perché la vera innovazione è quella che non lascia indietro nessuno e che guarda, con pragmatismo e visione, al benessere delle generazioni future.


 

Per approfondire i temi del rapporto OCSE 2026:

https://www.oecd.org/it/publications/studi-economici-dell-ocse-italia-2026_fea691db-it.html

 

Rapporto OCSE 2026

 

Fonte: https://www.oecd.org

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