Il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) ha effettuato un’analisi sulla qualità dell’aria nel 2022 ed elaborato un quadro sull’andamento degli inquinanti negli ultimi dieci anni.
I dati raccolti tengono conto delle medie annuali - consentendo quindi di individuare la “cronicità” dell’inquinamento dell’aria in una determinata area - e degli sforamenti dei limiti giornalieri e orari maggiormente legati ai picchi di concentrazione.
Il monitoraggio realizzato conferma l’andamento decrescente degli inquinanti dell’aria nell’ultimo decennio, con una marcata e progressiva riduzione del biossido di azoto e una diminuzione del PM10, (particelle atmosferiche solide e liquide sospese in aria e comunemente conosciute come “polveri sottili”), e del PM2.5 (le medesime particelle atmosferiche ma di dimensioni inferiori del PM10 e in esso contenute). Rimane invece stabile la situazione dell’ozono.
Per quanto riguarda il 2022, la riduzione delle emissioni delle varie tipologie di inquinanti è stata anche l’effetto dell’adozione di misure e di tecnologie volte al miglioramento dei processi di combustione, della diminuzione dell’uso di combustibili fossili per la produzione di energia e della sostituzione del carbone con il gas naturale.
L’analisi evidenzia che il trend positivo, verificatosi anche nello scorso anno, è stato però “contenuto” dal ritorno ai livelli di mobilità delle persone e delle merci precedenti alla pandemia e, di conseguenza, il settore dei trasporti ha rappresentato la principale fonte di ossidi di azoto e di composti organici volatili, concentrati prevalentemente nelle aree urbane principali e lungo le strade e autostrade.
I dati in tempo reale, le valutazioni periodiche, le relazioni annuali sono messi a disposizione del pubblico nei siti delle Agenzie Arpa/Appa.
Per approfondimenti sul monitoraggio SNPA clicca qui.









