24 Luglio 2026

L’ISTAT ha recentemente pubblicato il report "Dal Grand tour al turismo di massa" che restituisce una fotografia unica, raccontando il flusso del turismo nel periodo che attraversa un secolo intero, analizzando i dati dal 1924 al 2025 e descrivendo uno spaccato interessante delle abitudini delle persone che in questi ultimi cento anni si sono spostate per visitare i luoghi.

Non sempre i numeri sono rappresentazioni asettiche della realtà. Infatti ripercorrere questo tracciato significa fare un viaggio nella storia e nel costume d'Italia. Un racconto che parte dagli anni ’60 con la nascita del turismo di massa, guidata dal boom economico e dalle nuove infrastrutture, che raddoppiarono le presenze in soli dieci anni e passa per brusche battute d'arresto come il crollo del 52,3% nel 2020 a causa del Covid-19 (che ha colpito duramente soprattutto i flussi dall'estero), fino ad arrivare alla forte spinta all'internazionalizzazione. Un’accelerazione, questa, favorita dai voli low-cost, che ha portato la quota di turisti stranieri dal 33,6% del 1990 al 55,3% del 2025.

 

Il turismo di massa e le piattaforme digitali

Una sezione molto interessante del report è quella dedicata alle app e le web app utilizzate dalle persone per prenotare le vacanze. Negli ultimi anni infatti abbiamo assistito a una vera e propria rivoluzione culturale nel modo di concepire e organizzare la villeggiatura, sia essa riferita a brevi periodi sia per organizzare viaggi decisamente più lunghi. L'esplosione delle piattaforme digitali ha scardinato il vecchio monopolio delle agenzie di viaggio fisiche, trasformando lo smartphone o il PC nel principale punto d'accesso per pianificare ogni soggiorno. Questo cambio di paradigma ha spalancato le porte a una nuova ricettività: appartamenti e case vacanza per brevi periodi, fino ad allora tagliati fuori dai circuiti tradizionali, sono entrati direttamente nei feed dei viaggiatori, rendendo l'offerta incredibilmente variegata e personalizzabile.

I dati raccontano chiaramente questo passaggio all'era della disintermediazione online: tra il 2018 e il 2024, le notti prenotate in Italia sui quattro colossi del web (Airbnb, Booking.com, Expedia Group e TripAdvisor) sono quasi raddoppiate (+92%), schizzando da 66 a quasi 127 milioni. Persino la violenta frenata del Covid nel 2020, che ha visto i pernottamenti crollare a 30,3 milioni (-60%), si è rivelata solo una parentesi temporanea. In quel periodo, nemmeno troppo lontano, il distanziamento sociale aveva condizionato l’abitudine di spostarsi nel tempo libero e imposto regole restrittive alle strutture ricettive, sia esse alberghi sia case vacanza. Dopo il Covid il trend del booking digitale ha ripreso la sua corsa a ritmi vertiginosi, superando i livelli pre-pandemia già nel 2022 e toccando un nuovo record storico nel 2024 grazie anche all’introduzione del CIN (Codice Identificativo Nazionale) diventato obbligatorio pergestire legalmente un B&B, un affittacamere, una CAV (Case o Appartamenti per Vacanze) o un’unità per locazioni turistiche. Il CIN è stato istituito dall’art. 13‑ter D.L. 145/2023, conv. L. 191/2023 e deve essere sia apposto fuori all’unità abitativa, sia registrato sulla piattaforma digitale di prenotazione online.

Dati prenotazioni online

 

La scelta della vacanza e i picchi stagionali che non fanno bene ai territori

Ma guardiamo oltre il dato puramente quantitativo. Questa incredibile crescita ha messo a nudo la fragilità dei nostri territori, schiacciati da picchi stagionali ingestibili. È qui che entra in gioco il fattore umano, il nostro vero asset: Dipende Da Noi. Cambiare marcia, passando dal consumo del territorio a una cultura dell'accoglienza consapevole, non succede per caso. È il risultato di scelte strategiche e relazionali che ognuno di noi deve fare ogni giorno. Approfondendo i 10 consigli per vacanze e viaggi sostenibili, è possibile avere una serie di informazioni utili per comprendere quale sia il corretto approccio da tenere quando si sceglie una vacanza, dalla scelta del periodo, al luogo da visitare, al mezzo da utilizzare per gli spostamenti nel luogo che ci ospita, nel massimo rispetto dell’ambiente.

 

Il cicloturismo come asset strategico: l'analisi del CTI 2026 

Riprendendo una delle schede del decalogo anticipato nel paragrafo precedente che approfondisce il punto 2 dal titolo “Scegliere i mezzi di trasporto con il minor impatto sull’ambiente”, abbiamo potuto scoprire che viaggiare in bici o anche solo utilizzare la bici per visitare i luoghi, è una scelta possibile e può aiutare il pianeta ma non solo! Infatti viaggiare con la bicicletta è ormai una leva economica potentissima e una risposta concreta agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'ONU. Il Cycle Tourism Index (CTI) 2026 lo dimostra chiaramente, mappando la capacità dei territori di attrarre flussi internazionali al di fuori dei soliti circuiti. Incrociando la fotografia ISTAT con il CTI, emergono le sfide reali del nostro ecosistema. Il cicloturismo rappresenta oggi una delle risposte più concrete e affascinanti e non si tratta di una semplice nicchia per appassionati dell'outdoor, ma di un vero e proprio motore di rigenerazione territoriale, capace di ridare voce e valore alle aree interne e ai piccoli borghi. Come emerge dal Cycle Tourism Index, per anni il settore è stato guidato da una sorta di "ansia da prestazione" o bias all'azione: si è investito in infrastrutture e iniziative spontanee, trascurando la creazione di una visione sistemica. 

Per costruire strategie solide e non fragili, servono i dati reali, come quelli generati dalle app di navigazione usate da milioni di utenti, in grado di dirci con precisione dove e quando i ciclisti scelgono di pedalare. È l'unico modo per comprendere come territori come il Trentino-Alto Adige, ma anche la Sardegna e la Liguria in autunno e inverno, stiano riuscendo a destagionalizzare l'offerta e ad attrarre un turismo internazionale e consapevole. Unire le persone, valorizzare il patrimonio diffuso, superare la frammentazione e guidare la transizione con dati certi e visione d'insieme: questo è il nuovo paradigma.

Analizzando velocemente i dati, la domanda estera è fortissima, ma l'Italia viaggia a velocità opposte. Il Trentino-Alto Adige guida la classifica con un punteggio di 52.10, seguito da Sardegna (32.83), Liguria (25.79) e Toscana (22.61). Il Centro-Sud rimane indietro, penalizzato da una scarsa visibilità e da una narrazione digitale ancora troppo frammentata.

Italian ranking

 

Destagionalizzare con la community

Mentre le grandi mete tradizionali in estate sono messe a dura prova dall’overtourism, il cicloturismo offre l’opportunità di allungare la stagione legata alla scoperta dei territori con evidente beneficio anche dell’economia dei piccoli paesi. Come abbiamo già descritto nel precedente paragrafo, regioni come la Sardegna e la Liguria registrano performance eccezionali in autunno e inverno, dimostrando come il clima e i servizi giusti possano attrarre target specifici tutto l'anno. Costruire un'infrastruttura non basta. La pista ciclabile da sola non è sufficiente. Fare la differenza dipende da noi: dobbiamo connettere le piccole imprese locali, prepararle per questo cambio di paradigma e dare loro gli strumenti per fare rete ed essere attrattive sui mercati internazionali.

 

Le parole d'ordine per comunicare la transizione: la pubblicazione del Ministero dell’Ambiente per il quarantennale

Ovviamente il nostro occhio analizza il fenomeno del turismo, dei viaggi e del cicloturismo con la lente di chi è abituato a comprendere come tutelare i luoghi anche quando si viaggia o si decide di visitare un paese utilizzando la bicicletta, come nel caso del cicloturismo. La pubblicazione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per il suo quarantennale, “Le 40 parole della mobilità sostenibile”, realizzata in partnership con Eroica Italia, è una vera e propria guida pratica tra i termini che legano la mobilità sostenibile all’ambiente per comprendere con profondità perché viaggiare in bici possa muovere la vera rivoluzione lenta per visitare i luoghi. Questo glossario non definisce solo concetti tecnici, ma traccia la mappa per un cambio culturale. Parole come biodiversità, ciclovie, economia circolare ci ricordano che la sostenibilità è un valore fondamentale che ricade sul territorio e artefice del miglioramento della qualità della vita delle persone.

 

La sfida del futuro: Dipende Da Noi 

La bicicletta dunque, smette di essere un semplice passatempo e si rivela una leva strategica straordinaria. Sceglierla come mezzo di trasporto pulito, ecologico e a zero impatto significa esplorare i luoghi rispettando l'ambiente che ci accoglie, preservando la bellezza dei paesaggi e dando nuova vita alle aree interne e meno centrali. Questi strumenti di cui abbiamo parlato, dallo studio ISTAT al CTI 2026 fino alla pubblicazione per il quarantennale del MASE, ci consegnano una nuova lente d'ingrandimento e un metodo maturo per leggere il futuro: un futuro in cui la sostenibilità non è uno slogan, ma una pianificazione precisa che dipende, ancora una volta, solo da noi.


 

Per approfondire
 

Agenda 2030: i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile - ONU Italia

L'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile

Cycle Tourism Index 

Il Manifesto del ciclismo sostenibile | Cultura e Consapevolezza Ambientale 

Le 40 parole della Mobilità sostenibile.pdf

Per una prospettiva sulla dimensione economica del turismo, si veda il Conto satellite del turismo (aggiornato al 2023) e, per il confronto europeo,  Tourism Satellite Accounts in Europe – 2026 edition (al 2022)

 

Fonte: https://www.istat.it

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