Nel quadro di riferimento delle competenze digitali dei cittadini, espresso nel documento DigiComp, rapporto Science for Policy del Joint Research Centre (JRC), il servizio della Commissione europea che si occupa di scienza e conoscenza, vengono individuate 5 aree di competenza. Nel DigComp, queste cinque aree delineano cosa comporta la competenza digitale per i cittadini: alfabetizzazione su informazione e dati, comunicazione e collaborazione, creazione di contenuti digitali, sicurezza e risolvere problemi. L’area sulla sicurezza è tesa a condividere le informazioni per
“Proteggere i dispositivi, i contenuti, i dati personali e la privacy negli ambienti digitali. Proteggere la salute fisica e psicologica ed essere competenti in materia di tecnologie digitali per il benessere e l'inclusione sociale. Essere consapevoli dell'impatto ambientale delle tecnologie digitali e del loro utilizzo.”
Così l’essere consapevoli dell’impatto ambientale delle tecnologie digitali e del loro utilizzo diventa un tema centrale per prendere coscienza che anche la più piccola delle nostre azioni quotidiane, come inviare una mail o riceverla, può recare danno all’ambiente.
Quanto le e-mail fanno male all’ambiente?
Nel mondo sempre più digitale in cui viviamo, spesso diamo per scontato l'uso della posta elettronica senza considerare il suo impatto ambientale. Sul sito https://carbonliteracy.com è possibile scoprire quante e in che modo queste azioni quotidiane pesano sul nostro ecosistema. Infatti ogni e-mail inviata contribuisce alle emissioni di CO2, e il peso ecologico di questo strumento è più significativo di quanto si possa immaginare.
Le emissioni di CO2 di un’e-mail possono variare notevolmente: le email bloccate da un filtro spam producono meno di un grammo di CO2 mentre un’email con un allegato superiore a 10 MB può arrivare a generare fino a 50 grammi di CO2.
Con un flusso medio di circa 100 email al giorno per persona, si stima che un singolo utente generi fino a 1,6 kg di CO2 quotidianamente solo attraverso l’uso della posta elettronica.
Il digitale non è esente da impatto ambientale
Molti considerano il digitale come una soluzione ecologica rispetto ai tradizionali metodi di comunicazione cartacea, ma la realtà è più complessa. Le infrastrutture digitali richiedono enormi quantità di energia per funzionare: server, data center e dispositivi IoT consumano risorse in modo significativo. Nel mondo esistono circa 700 milioni di server distribuiti in 3 milioni di data center. A questo si aggiungono 19 miliardi di dispositivi IoT connessi alla rete, dai frigoriferi intelligenti alle automobili, passando per i dispositivi di domotica e i piccoli accessori come i TAG per le chiavi.
Questa infrastruttura massiva richiede una quantità di energia colossale, rendendo sempre più urgente la necessità di adottare strategie sostenibili per la gestione dei dati e delle comunicazioni digitali.
Restando sulle email, i dati vengono duplicati fino a sei volte nei vari server per garantire la sicurezza e l’integrità delle informazioni, (Google adotta questo sistema di duplicazione) e ciò per ridurre il rischio di perdita. Ma quanta energia viene consumata per alimentare e raffreddare questi sistemi?
Cosa possiamo fare per ridurre l’impatto ambientale delle e-mail?
Ecco alcune azioni concrete per limitare l’impatto ambientale della nostra attività digitale:
- Eliminare le iscrizioni a newsletter inutilizzate per ridurre il numero di e-mail ricevute.
- Limitare il numero di e-mail inviate, evitando comunicazioni superflue.
- Ridurre le dimensioni e il numero di allegati, utilizzando link a documenti condivisi anziché inviarli come file pesanti.
- Pulire la cronologia delle conversazioni e-mail, cancellando i messaggi non più necessari.
Inoltre, la scelta del fornitore di servizi può fare la differenza.
Optare per provider che limitano la duplicazione dei dati a un massimo di tre copie e che utilizzano energia rinnovabile per i loro server è un piccolo ma significativo passo per ridurre la nostra impronta sull’ambiente.
Le e-mail, pur essendo uno strumento di comunicazione essenziale, hanno un impatto ambientale che non può essere ignorato. Con piccoli accorgimenti quotidiani, possiamo ridurre il nostro contributo alle emissioni di CO2 e rendere il nostro utilizzo del digitale più sostenibile.
La scelta di provider responsabili e l’adozione di abitudini consapevoli possono fare la differenza per un futuro più verde.









