17 Marzo 2025

Le preoccupazioni ambientali degli italiani nel 2024: tra stabilità e nuove sensibilità

Secondo i dati ISTAT del 2024, la sensibilità ambientale della popolazione italiana si conferma alta, con un forte interesse per temi come i cambiamenti climatici, la qualità dell'aria e il dissesto idrogeologico. Tuttavia, emergono anche leggere flessioni nei comportamenti virtuosi legati al risparmio energetico e idrico, evidenziando una dinamica complessa tra consapevolezza e azione concreta.

Cambiamenti climatici: una costante preoccupazione

Nel 2024, il 58,1% della popolazione si dichiara preoccupata per i cambiamenti climatici, un valore stabile rispetto al 2023. Questo dato evidenzia come la crisi climatica sia ormai un tema consolidato nell’opinione pubblica italiana. Tuttavia, la mancata crescita della percentuale suggerisce che, nonostante le evidenze scientifiche e i fenomeni estremi sempre più frequenti, non ci sia stato un aumento significativo della percezione del rischio rispetto all’anno precedente.

Qualità dell’aria: una preoccupazione crescente

Un aspetto degno di nota è l'aumento della quota di cittadini preoccupati per la qualità dell’aria, che nel 2024 ha raggiunto il 50%, in aumento rispetto al 2023. Questo dato potrebbe essere correlato ai frequenti superamenti dei limiti di PM10 e NO2 nelle grandi città italiane, che hanno portato all’introduzione di misure restrittive per il traffico veicolare. L’attenzione su questo fronte potrebbe essere anche il riflesso di una maggiore informazione e di un dibattito pubblico sempre più acceso sulle politiche di mobilità sostenibile.

Rifiuti e inquinamento delle acque: quattro cittadini su dieci preoccupati

Lo smaltimento dei rifiuti e l’inquinamento delle acque continuano a rappresentare un tema rilevante: circa quattro italiani su dieci si dichiarano preoccupati per questi aspetti ambientali. Nonostante i progressi nella raccolta differenziata e negli investimenti per la depurazione delle acque, permangono criticità legate alla gestione dei rifiuti in alcune aree del Paese e alla presenza di microplastiche nei corsi d’acqua e nei mari.

Dissesto idrogeologico: cresce la consapevolezza del rischio

Un altro dato significativo riguarda il dissesto idrogeologico, per cui la preoccupazione è passata dal 26,5% del 2023 al 28,5% nel 2024. Questo aumento può essere spiegato dalla crescente frequenza di eventi estremi, come frane e alluvioni, che hanno colpito diverse regioni italiane. La necessità di investimenti in prevenzione e infrastrutture resilienti diventa quindi un tema sempre più sentito.

Le preoccupazioni minori: inquinamento acustico, elettromagnetico e paesaggio

Solo una persona su dieci considera prioritari problemi come l’inquinamento acustico, quello elettromagnetico e il deterioramento del paesaggio. Questi temi, sebbene rilevanti, sembrano avere un impatto meno immediato sulla percezione dei cittadini rispetto ai grandi temi legati al cambiamento climatico e alla qualità dell’aria.

Comportamenti virtuosi in lieve calo

Se da un lato cresce la consapevolezza ambientale, dall’altro si registra una leggera riduzione nei comportamenti virtuosi legati alla conservazione delle risorse. Nel 2024, il 71,4% degli italiani dichiara di prestare attenzione a non sprecare energia, in lieve calo rispetto al 2023. Analogamente, la quota di chi evita di sprecare acqua è scesa dal 69,8% al 68,8%. Questi dati potrebbero riflettere un certo allentamento dell’attenzione dopo i picchi di sensibilizzazione degli anni precedenti o una difficoltà nel mantenere costanti alcune abitudini quotidiane.

Differenze territoriali: Nord e Sud a confronto

L’analisi territoriale mostra alcune differenze interessanti nei comportamenti e nelle priorità ambientali:

  • Nel Mezzogiorno, il 29,9% della popolazione è più propenso ad acquistare prodotti a chilometro zero, evidenziando una maggiore attenzione alla filiera corta e al consumo sostenibile.
  • Nel Nord Italia, invece, il 51,3% dei cittadini evita comportamenti che generano inquinamento acustico, come la guida rumorosa. Inoltre, si registra una maggiore propensione all’uso di mezzi di trasporto alternativi (20,2%). Questo dato può essere influenzato dalla maggiore disponibilità di infrastrutture per la mobilità sostenibile nelle regioni settentrionali.

 

L’analisi ISTAT del 2024 mostra un quadro in cui la consapevolezza ambientale rimane alta, ma con alcune sfumature. Mentre i cambiamenti climatici restano la principale preoccupazione degli italiani, cresce l’attenzione per la qualità dell’aria e il dissesto idrogeologico. Al tempo stesso, si osserva un leggero calo nei comportamenti virtuosi legati al risparmio di risorse.

Le differenze territoriali suggeriscono come le priorità ambientali siano influenzate dal contesto locale, con un Nord più attento alla mobilità sostenibile e un Sud più orientato al consumo responsabile.

L’evoluzione di queste tendenze nei prossimi anni sarà cruciale per comprendere come l’Italia si sta preparando alle sfide ambientali future e quali politiche saranno necessarie per incentivare comportamenti sempre più sostenibili.

 

Fonte: https://www.istat.it

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