Qual è la percezione dei cittadini rispetto alle tematiche ambientali? Come si traduce questa percezione in comportamenti concreti? Sono questi gli interrogativi a cui ha risposto la rilevazione Istat su Preoccupazioni ambientali e comportamenti ecocompatibili, effettuata nell’ambito dell’indagine multiscopo Aspetti della vita quotidiana.
I dati rilevati confermano che anche nel 2022 - anno di riferimento del sondaggio - i cambiamenti climatici sono al primo posto tra le preoccupazioni per l’ambiente (56,7%, oltre la metà della popolazione di 14 anni e più), seguiti dai problemi legati all’inquinamento dell’aria (50,2%) e - anche se in misura lievemente minore - dalle preoccupazioni relative a produzione e smaltimento dei rifiuti (40,0%).
Al contrario, i problemi concernenti l’inquinamento magnetico, acustico e la rovina del paesaggio hanno un minor impatto sulla popolazione, classificandosi tra le preoccupazioni che coinvolgono un numero ridotto di persone (circa 1 su 10).
Tuttavia, dall’ultima rilevazione emerge che il deterioramento del paesaggio, nel 2022, è stato percepito come una preoccupazione crescente nelle regioni del Nord e a forte vocazione turistica, come il Trentino-Alto Adige, oppure in regioni industrializzate come la Lombardia.
Le preoccupazioni nei confronti delle varie tematiche ambientali e i relativi comportamenti ecosostenibili, infatti, si polarizzano diversamente a seconda della provenienza territoriale dei cittadini. In particolare, i cambiamenti climatici preoccupano maggiormente degli abitanti del Nord rispetto a quelli del Sud; mentre, le tematiche legate allo smaltimento dei rifiuti e all’inquinamento del suolo richiamano principalmente l’attenzione dei residenti del Centro e del Mezzogiorno.
La preoccupazione per la qualità dell'aria è più marcata per chi vive nei centri metropolitani (e si riduce al diminuire del numero di abitanti dei comuni), insieme all'apprensione per lo smaltimento dei rifiuti. Risiedere nei piccoli comuni, invece, aumenta la sensibilità rispetto all’inquinamento del suolo.
Anche l’età rappresenta un’importante determinante della variabilità delle preoccupazioni ambientali. Rispetto agli over 55, i giovani fino ai 24 anni hanno mostrato una maggiore sensibilità nei confronti della perdita della biodiversità, della distruzione delle foreste e dell’esaurimento delle risorse naturali. Le persone più adulte, invece, hanno dichiarato di essere maggiormente preoccupate per il dissesto idrogeologico.
Infine, la parte dei cittadini che ha espresso maggiore preoccupazione per lo stato dell’ambiente aumenta in relazione al livello di istruzione, soprattutto relativamente ai cambiamenti climatici, alla produzione e smaltimento dei rifiuti e all’inquinamento delle acque.
La mole di dati rilevati e le informazioni che ne derivano evidenziano come lo studio delle opinioni, degli stili di vita e dei comportamenti della popolazione sia uno strumento fondamentale per intraprendere le giuste azioni e scelte di politica ambientale.
Il Rapporto Preoccupazioni ambientali e comportamenti ecocompatibili è disponibilea questa paginadel sito Istat.









