12 Novembre 2025

Cos'è la Green Economy e come il confronto tra Istituzioni e Imprese traccia la rotta verso l'Agenda 2030

La bussola verde a Rimini: un confronto strategico

L'Italia sta dimostrando progressi significativi nel modello di Green Economy, un sistema economico orientato allo sviluppo sostenibile, alla riduzione delle emissioni e alla valorizzazione delle risorse naturali. Crescono il riciclo, le energie rinnovabili e l’agricoltura biologica, ma permangono sfide cruciali in ambiti come la mobilità, i consumi energetici e la tutela del territorio.

Questi temi strategici sono stati al centro dell'annuale appuntamento con gli Stati Generali della Green Economy, tenutosi il 4 e 5 novembre all’interno della manifestazione Ecomondo di Rimini. L'evento, che quest’anno aveva come focus “Green Economy: guidare il futuro in tempo di crisi” ha riunito imprese, istituzioni e ricercatori per delineare il futuro sostenibile del Paese.

Ma cosa sono gli "Stati Generali"?

Il termine “Stati Generali” indica originariamente un’assemblea rappresentativa convocata nel 1302 in Francia, composta da tre gruppi sociali: clero, nobiltà e cittadini comuni per dare pareri su tasse e politiche del re. Oggi indica un confronto tra istituzioni, parti sociali e professionisti su un tema specifico, per elaborare strategie e proposte. Per esempio, nel dicembre 2024 il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha organizzato gli Stati Generali delle Aree Protette Italiane.

Gli Stati Generali della Green Economy sono promossi dal Consiglio Nazionale della Green Economy, che riunisce 66 organizzazioni italiane di imprese verdi, insieme al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, con il patrocinio della Commissione Europea e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. 

La "green economy” è un modello economico che punta a uno sviluppo sostenibile, riducendo emissioni di gas serra, limitando l’impatto ambientale e valorizzando le risorse naturali. Lo fa attraverso innovazione, efficienza e riciclo, puntando a un’economia decarbonizzata, circolare e capace di ripristinare le risorse naturali.

Tra i temi strategici di quest’anno: fonti energetiche rinnovabili, economia circolare, mobilità sostenibile e sistemi agroalimentari efficienti. Il titolo degli Stati Generali 2025, “Green economy: guidare il futuro in tempi di crisi”, riflette il momento complesso in cui viviamo tra tensioni internazionali, emergenza climatica e nuove possibilità di innovazione.

La fotografia italiana: luci e ombre nella relazione 2025

Durante l’evento è stata presentata la Relazione sullo Stato della Green Economy 2025, curata dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, che analizza i risultati raggiunti in Italia e in Europa nei principali settori della sostenibilità.

Progressi Rilevanti:

  • Emissioni e rinnovabili: Dal 1990 al 2024, l’Italia ha ridotto le emissioni di gas serra del 28%. Quasi la metà della nostra elettricità proviene ormai da fonti rinnovabili.
  • Economia circolare (Fiore all'occhiello): L’Italia si conferma tra i leader europei, con l'86% dei rifiuti avviati al riciclo e il 20,8% dei materiali consumati derivanti da riuso o riciclo, superando Francia e Germania.
  • Agricoltura biologica: La superficie coltivata biologicamente ha superato i 2,5 milioni di ettari nel 2024, registrando un aumento dell'81% rispetto al 2014.

Le sfide aperte:

  • Obiettivo 2030: Il ritmo di riduzione delle emissioni nel 2024 è risultato insufficiente. Per centrare l'obiettivo europeo del -43% entro il 2030, sono necessarie azioni ben più incisive.
  • Mobilità e città: Il nostro Paese ha una densità automobilistica elevata (701 auto ogni 1.000 abitanti) e solo il 7,6% delle nuove immatricolazioni è elettrico (contro il 22,7% europeo).
  • Consumo di suolo: Continua l'aumento della trasformazione permanente di terreni naturali o agricoli in infrastrutture e insediamenti.

Il ruolo chiave del cittadino: rompere la spirale del silenzio

Un messaggio cruciale emerso dagli Stati Generali è la necessità di "far sentire la voce della maggioranza silenziosa". Secondo l’Eurobarometro, l'85% degli europei riconosce il cambiamento climatico come un problema serio. Tuttavia, la percezione diffusa di essere in minoranza porta molti a tacere, creando una "spirale del silenzio" che amplifica le voci negazioniste o disimpegnate.

Lo studio “Globally Representative Evidence on the Actual and Perceived Support for Climate Action”, dell’Università di Bonn e pubblicato su Nature Climate Change, ha intervistato circa 130.000 persone in 125 paesi. L’89% pensa che il proprio governo debba fare di più, e il 69% sarebbe disposto a dare l’1% del proprio reddito per la protezione climatica, a parte di altre azioni. Quasi tutti intervistati però sottovalutano quanto altri siano disposti ad agire. Si crea così una “spirale del silenzio”, in cui le persone non parlano perché pensano di essere in minoranza, pur essendo la maggioranza. 

Cultura e Consapevolezza Ambientale significa proprio questo: comprendere che le azioni individuali, quando moltiplicate, diventano una forza collettiva irresistibile. Ogni cittadino ha il potere di fare la differenza, condividendo informazioni e sostenendo comportamenti sostenibili.

Dipende da Noi trasformare la consapevolezza in azione, guidando l'Italia verso gli obiettivi della Green Economy.

 


Per approfondire:

 

 

Fonte:

Esplora i temi

Energia rinnovabile

Transizione ecologica

logo Economia Circolare

Economia circolare

logo Mare e Biodiversità

Mare e biodiversità

logo Sviluppo e Sostenibilità

Sviluppo sostenibile

logo Cambiamenti Climatici

Cambiamenti climatici

logo Energie rinnovabili

Energie rinnovabili

logo Energie rinnovabili

CER