25 Novembre 2025

La 42ª Assemblea Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) ha ospitato un intervento illuminante del sociologo ed economista globale Jeremy Rifkin. Il suo discorso, intitolato The EU and The Blue Deal on Planet Aqua, non è stato solo un monito sui cambiamenti climatici, ma un appello a ripensare l'economia, il ruolo delle città e la nostra identità planetaria, ponendo l'acqua al centro dell'agenda politica e strategica.

Planet Aqua: il cambiamento climatico è una crisi idrica

Lo speech di Rifkin a Bologna all'Arena del Sole il 13 novembre 2025, è stato incentrato sulla sfida ambientale più critica, mettendo in connessione la crisi idrica con il ruolo cruciale dei Comuni italiani. Rifkin ha raccontato di come l’uomo sia rimasto profondamente colpito nello scoprire di non vivere su un Green Planet ma su un Blue Planet. Nel 1972, la foto scattata dall'Apollo 17 mostrava la Terra completamente illuminata e dominata dai colori bianco delle nuvole e, soprattutto, dal blu degli oceani. Questa immagine divenne l'icona definitiva del nostro pianeta come prevalentemente acquatico, guadagnandosi il soprannome di Big Blue Marble. Da allora, l’acqua ha cominciato a essere vista non solo come una risorsa, ma come l’elemento che definisce il nostro ecosistema, minacciato più di ogni altro dalla crisi climatica. Rifkin ha sottolineato l’importanza di abbracciare consapevolmente l'identità di abitanti di Planet Aqua.

Il cambiamento climatico è una crisi idrica. La soluzione passa per una strategia economica e politica a livello globale. L'Europa deve integrare e potenziare il Green Deal con un Blue Deal specifico. Questo patto deve essere focalizzato sulla gestione, conservazione e distribuzione intelligente dell'acqua. La sicurezza nazionale ed economica, nel XXI secolo, dipenderà sempre più dalla sicurezza idrica. Non si tratta solo di siccità o alluvioni, ma della disponibilità di acqua potabile per l'agricoltura, l'industria e la vita civile.

La terza rivoluzione industriale e la Smart Grid

Il pensiero di Rifkin insiste su una legge storica: ogni Rivoluzione Industriale ha preso forma non per un singolo progresso, ma grazie alla convergenza di tre fattori (energia, comunicazione e logistica) che si potenziano reciprocamente. Mentre la Prima era definita da carbone, stampa e ferrovie, e la Seconda da petrolio, telecomunicazioni centralizzate e automobili, la Terza Rivoluzione Industriale è radicalmente diversa perché si fonda sulla decentralizzazione. Le sue componenti sono l'Internet delle Cose (IoT), le energie rinnovabili distribuite e i veicoli elettrici/a idrogeno. Questa triplice combinazione permette di superare il modello centralizzato e predatorio del passato, creando una Smart Grid globale in cui ogni Comune, ogni edificio, può diventare contemporaneamente un produttore di energia e un nodo di informazione. In questo scenario, le amministrazioni locali non sono più semplici destinatarie di direttive nazionali, ma si trasformano negli agenti attivi che interconnettono questi flussi, rendendo la loro infrastruttura la vera spina dorsale di una nuova, più democratica ed ecologica, Collaborative Commons.

I Comuni come facilitatori e nodi della terza rivoluzione industriale

La transizione non può essere gestita solo dai governi centrali; sono le città, rappresentate dall'ANCI, a essere in prima linea. I Comuni devono agire come facilitatori di una gestione collaborativa e decentralizzata dell'acqua. Questo significa investire in tecnologie smart per monitorare, riciclare e distribuire l'acqua con la massima efficienza. È necessaria l'adozione di infrastrutture idriche nuove e resilienti (reti a bassa dispersione, sistemi di riutilizzo delle acque grigie, impianti di desalinizzazione efficienti). L'Italia, con la sua vulnerabilità, è un laboratorio chiave per queste innovazioni. I Comuni sono i "nodi" della rete della Terza Rivoluzione Industriale. Devono collegare le strategie europee (PNRR e fondi UE) con l'azione pratica sul territorio per l'acqua e l'energia rinnovabile. I Comuni italiani rappresentano oggi la massima espressione della complessità politica e amministrativa. Tale complessità non è un fenomeno recente, ma affonda le sue radici nella stessa natura della politica italiana, che trova una lucida prefigurazione nel pensiero di Francesco Guicciardini e nella sua analisi spregiudicata del particulare.

Il cambiamento culturale e la consapevolezza: l’acqua è un bene limitato

Elemento di svolta per attuare una strategia efficace è, per Rifkin, il cambiamento culturale. La crisi idrica globale impone un'estensione del cerchio dell'empatia all'intera biosfera. Bisogna comprendere che l'acqua non è una merce infinita, ma un bene comune limitato e vitale. I Comuni hanno il compito di guidare l'educazione civica e la consapevolezza dei cittadini sull'uso responsabile dell'acqua.

Organizzazioni come le Nazioni Unite, il World Economic Forum e i governi regionali riconoscono formalmente l'acqua come la risorsa strategica primaria. Non è più solo una questione ecologica, ma una questione di sviluppo economico, conflitti e migrazioni. La scienza ha stabilito che viviamo su un Pianeta Blu negli anni '70, ma la consapevolezza che dobbiamo agire strategicamente come se fossimo abitanti di Planet Aqua — dove l'acqua è il fattore limitante del nostro futuro — è un'evoluzione del pensiero scientifico e politico che si è consolidata negli ultimi due decenni, grazie proprio alle teorie di Rifkin. L'investimento nelle infrastrutture smart e la riorganizzazione della gestione idrica a livello comunale non sono più opzioni, ma la precondizione per la sopravvivenza economica e sociale nel Pianeta Acqua. L'ANCI e i suoi Comuni hanno la responsabilità storica di trasformare l'allarme in un'opportunità di leadership nella transizione globale.

Il Ministero dell’Ambiente e il modello operativo per i Comuni e i cittadini

L'analisi del Professor Rifkin all'Assemblea ANCI non è solo un resoconto di una crisi imminente, ma un modello operativo che assegna ai Comuni e ai cittadini il ruolo di protagonisti attivi della Terza Rivoluzione Industriale. Il passaggio da "Green Planet" a "Planet Aqua" richiede un cambio di mentalità che metta la gestione idrica e la sua sostenibilità al centro di ogni scelta, dalla pianificazione urbana all'uso quotidiano in casa.

Il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) sostiene e promuove questa consapevolezza: l'acqua è il fattore limitante del nostro futuro e la sua sicurezza è la precondizione per la nostra stabilità economica e sociale. L'innovazione tecnologica, guidata dagli obiettivi del PNRR e del PNIEC, deve convergere con una profonda educazione civica.

La sfida, come evidenziato da Rifkin, è culturale e collettiva. Trasformare l'allarme in opportunità, l'efficienza in pratica quotidiana e la risorsa idrica in un bene da custodire con cura assoluta: tutto questo Dipende Da Noi.

 

 


Per approfondire

 

Ambiente Europa. Blue Economy, energie rinnovabili e il record del Portogallo 

Ambiente Europa. Amsterdam, la città spugna e il progetto RESILIO 

Video Lezione - Conoscere l’acqua

 

Chi è Jeremy Rifkin?

Jeremy Rifkin (26 gennaio 1945) è un sociologo, economista e saggista statunitense, noto per le sue teorie sul progresso tecnologico, l'ambiente e il futuro del capitalismo. La sua storia non inizia con la teoria economica, ma con l'attivismo in senso stretto. Negli anni '60, quando frequentava la Wharton School in Pennsylvania, è stato presidente della classe del 1967 e membro attivo del movimento no-war. Nel 1977, ha fondato la Foundation on Economic Trends (FOET) https://foet.org/about/the-foundation-on-economic-trends/ , non soltanto un think tank giovanile, ma una vera e propria organizzazione di advocacy, che ha promosso e difeso con successo numerose cause ambientali e tecnologiche, portando spesso in tribunale il governo e le big company. Rifkin è diventato un consigliere influente per i governi di tutto il mondo. Ha fornito consulenza a Capi di stato e di governo, in particolare per l'Unione Europea, sviluppando le strategie per la Terza Rivoluzione Industriale (in ambito UE: Romano Prodi, José Manuel Barroso, Jean-Claude Juncker, Ursula von der Leyen; in ambito nazionale: Angela Merkel, Nicolas Sarkozy, José Luis Rodríguez Zapatero, José Sócrates, Janez Janša). In Italia, ha collaborato per discutere l'applicazione del Green New Deal e delle strategie di sviluppo sostenibile con l'ex Ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri ed è stato consigliere politico del Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. La sua influenza è talmente significativa che la European Energy Review lo ha definito in questi termini: “forse nessun altro autore o pensatore ha avuto maggiore influenza sull'ambiziosa politica climatica ed energetica dell'UE del famoso visionario americano Jeremy Rifkin”.

 

Fonte:

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