L'Italia si è confermata un importante attore della 27° Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che dal 6 al 18 novembre ha visto confrontarsi a Sharm el Sheikh imprese, organizzazioni internazionali, Università, centri di ricerca ed enti locali.
Al fine di fornire il proprio contributo al negoziato, il nostro Paese ha partecipato alla COP27 attraverso l’intervento diretto del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e due missioni del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, nonché mediante l'operato dell'inviato speciale per il cambiamento climatico del Governo Italiano, Ministro plenipotenziario Alessandro Modiano.
Nel padiglione italiano allestito negli spazi ove si è svolta la COP, inoltre, sono state realizzate decine di iniziative da parte di diversi attori sia pubblici che privati impegnati nelle politiche climatiche, con ottimi risultati sotto il profilo della partecipazione e del contributo all’articolato dibattito in campo climatico.
“Dopo negoziati lunghi e difficili - ha dichiarato il Ministro Pichetto - il risultato più evidente della COP27 è la creazione di unfondo per sostenere i Paesi più vulnerabili per affrontare le perdite e i danni conseguenti al verificarsi di eventi climatici estremi. Le modalità di funzionamento del fondo sono state demandate ad un Comitato ad hoc che dovrà elaborarle in tempo per essere approvate alla COP28 il prossimo anno”.
Nell’ambito di tale decisione, è stata accolta la proposta europea di un Fondo destinato a sostenere i Paesi più vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico in base al principio della solidarietà, anche attraverso strumenti finanziari innovativi ed eventualmente allargando la base dei potenziali contribuenti alle risorse finanziarie che verranno rese disponibili.
“Meno soddisfacenti - ha tuttavia sottolineato il Ministro Pichetto - sono stati i risultati ottenuti sul fronte cruciale delle azioni di mitigazione, dove si è probabilmente persa un’occasione importante per incrementare l’ambizione nel campo delle politiche di mitigazione.
Di fatto, nonostante il fortissimo impegno da parte dell’Unione Europea e di altri gruppi di Paesi, non solo non si è riusciti ad aumentare l’ambizione degli obiettivi ottenuti l’anno scorso a Glasgow, ma anzi non è stato facile ottenerne anche una loro mera conferma”.
Gli stessi rappresentanti dei piccoli Paesi insulari hanno affiancato l'Italia nel sostenere che ad adeguate politiche di sostegno per affrontare perdite e danni va confermata, ed anzi potenziata, l’azione per ridurre le emissioni e mantenere vivo l’obiettivo di 1,5 gradi di massimo innalzamento della temperatura.
“Se la comunità internazionale non sarà in grado di mantenere i propri obiettivi in materia di mitigazione - ha avvertito Pichetto Fratin - non saranno certo le politiche finanziarie a sostegno dei Paesi più vulnerabili a risolvere la sfida che devono affrontare.
Gli europei sono stati chiari su questo punto: le azioni di mitigazione devono rimanere al centro dell’azione internazionale se si vuole evitare che il surriscaldamento del pianeta raggiunga un punto di non ritorno.
Da parte italiana - ha concluso il Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica - si intende cominciare a lavorare intensamente già da domani per obiettivi più ambiziosi da ottenere l’anno prossimo alla COP28 negli Emirati Arabi”.









