16 Giugno 2026

Guardare al passato per comprendere il presente e, soprattutto, per decidere quale direzione dare al nostro futuro. È questo lo spirito con cui accogliamo il nuovo focus editoriale "Ambiente ed energia" pubblicato dall'ISTAT in occasione del suo Centenario: uno spaccato straordinario che analizza le trasformazioni strutturali ed economiche del nostro Paese nell'ultimo secolo, mettendole in relazione con le sfide climatiche ed energetiche globali.

Su Cultura e Consapevolezza, la piattaforma di divulgazione del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, consideriamo questo studio una pietra miliare. I dati ISTAT ci confermano che l'Italia sta cambiando pelle, ma ci ricordano anche che questa evoluzione non è casuale: i traguardi raggiunti in termini di economia circolare e riduzione delle emissioni sono il frutto di un progressivo radicamento della cultura ambientale nel nostro Paese negli ultimi decenni.

Questa spinta culturale ha trovato il suo massimo volano nelle riforme e nelle risorse del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). In particolare, è proprio attraverso i progetti finanziati dalla Missione 2, Componente 1,Misura 3, Investimento 3.3, dedicata specificamente all'accrescimento della cultura e della consapevolezza ambientale, che ha preso vita il progetto di divulgazione Dipende Da Noi. La nostra piattaforma si propone così come l'anello di congiunzione cruciale tra la precisione scientifica dei dati statistici e la loro traduzione in azioni concrete, quotidiane e diffuse.

 

Un secolo di metamorfosi: la terra e le foreste

 

Il primo dato macroscopico riguarda l'uso del suolo. Negli ultimi cento anni, il volto geografico dell'Italia si è ribaltato: se nel 1925 la superficie agricola copriva il 70% del Paese, oggi si è ridotta a poco meno del 40%. Al contrario, la superficie forestale è cresciuta, passando da meno del 20% al 33,6% del territorio nazionale.

Foreste e suolo

Questa espansione dei boschi è in gran parte la conseguenza dell'abbandono delle aree rurali e di una forte urbanizzazione: oggi più di 9 italiani su 10 vivono nei centri urbani. Una concentrazione demografica che impone una riflessione profonda sulla gestione delle risorse cittadine, sulla cementificazione (l'Italia copre il 6,5% del suo suolo con superfici artificiali) e sulle isole di calore generate dai cambiamenti climatici. Proprio per mitigare questi impatti, la consapevolezza ambientale deve trasformarsi in una nuova cultura della pianificazione urbana sostenibile.

 

Energia: il balzo delle rinnovabili

 

La produzione di energia elettrica nell'ultimo secolo è cresciuta in modo vertiginoso (da 0,6 a 23,3 Mtep). Se la metà del Novecento è stata l'era del carbone e degli idrocarburi, e i primi anni Duemila quella del gas naturale, oggi stiamo assistendo alla vera svolta: nel 2024 le fonti rinnovabili hanno coperto quasi la metà della produzione nazionale, con l'obiettivo strategico di raggiungere i due terzi entro il 2030.

Mentre i consumi energetici complessivi e le emissioni climalteranti mostrano una tendenza al calo (grazie a una maggiore intensità energetica e all'efficienza), resta aperto il tema delle nostre emissioni al consumo, che superano quelle legate alla produzione interna. In parole semplici: compriamo e consumiamo beni prodotti all'estero che generano impronta carbonica altrove. 

È un fattore critico che sposta la responsabilità direttamente sulle nostre scelte di acquisto quotidiane, dove l'informazione e la sensibilità del consumatore fanno la reale differenza.

 

Rifiuti: verso la circolarità, ma con divari da colmare

 

Le notizie migliori arrivano dalla gestione dei rifiuti urbani, un campo in cui l'accresciuta sensibilità civica degli italiani ha mostrato risultati straordinari. Tra il 1996 e il 2024 la produzione complessiva è aumentata dell’11,2%, ma il modello di trattamento è stato rivoluzionato: la quota conferita in discarica è crollata dall'83% a un virtuoso 15%, portando l'Italia al di sotto della media dell'Unione Europea.

Rifiuti urbani

Tuttavia, il report evidenzia una criticità proprio nei grandi centri urbani. Nei comuni capoluogo la produzione di rifiuti resta più alta rispetto alla media nazionale e la raccolta differenziata fatica, registrando un ritardo di oltre 9 punti percentuali rispetto al dato medio del Paese. Colmare questo divario è l'obiettivo delle campagne di prossimità guidate dal Ministero, per fare in modo che l'efficienza dei sistemi di raccolta si sposi con abitudini domestiche impeccabili.

 

Dipende Da Noi: la consapevolezza diventa azione

 

I dati scientifici dell'ISTAT sono specchi che riflettono l'impatto dei nostri comportamenti collettivi. Se le rinnovabili crescono e le discariche si svuotano, significa che le politiche di sistema, gli investimenti del PNRR e l'impegno dei cittadini stanno offrendo risposte concrete. Ma se la raccolta differenziata arranca nelle grandi città e la nostra impronta di carbonio legata ai consumi resta alta, significa che il ruolo della formazione e della divulgazione è più centrale che mai.

È qui che si inserisce la missione strategica della nostra piattaforma e il claim che guida le nostre campagne: Dipende Da Noi.

Finanziato nell'ambito delle azioni della Misura 3 del PNRR, questo spazio nasce proprio con l'obiettivo di colmare la distanza tra i target istituzionali e l'azione individuale. La transizione energetica e la tutela della biodiversità hanno bisogno di riforme strutturali, ma l'accelerazione decisiva arriva dalle decisioni che prendiamo ogni giorno. Scegliere l'efficienza energetica per la propria casa, ridurre lo spreco alimentare, differenziare correttamente i materiali anche quando si è fuori casa, preferire prodotti locali e a bassa impronta ecologica: sono queste le azioni quotidiane che trasformano la statistica in realtà.

L'ISTAT, con il bilancio del suo Centenario, ci dice dove siamo e quanta strada abbiamo percorso. La direzione e la velocità con cui affronteremo i prossimi passi, ora, dipende da noi.

 

Per approfondire

Testo integrale - Storie di dati - ISTAT - Ambiente ed energia

Dati e figure contenute nel testo con dettagli specifici

 

Fonte:

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