22 Dicembre 2023

 

Provate a chiudere gli occhi e descrivete quale immagine vi restituisce maggiore quiete e serenità. È quasi certo che avete pensato a qualcosa che vi riconduca alla natura, dal mare a una foresta o un cielo limpido o un prato. Questo comportamento è connesso con un termine esatto ed è quello della biophilia.

Cos’è la biophilia

È un’ipotesi scientifica proposta dal biologo statunitense Edward Osborne Wilson che l’ha definita come “l'innata tendenza a concentrare la nostra attenzione sulle forme di vita e su tutto ciò che le ricorda e, in alcune circostanze, ad affiliarvisi emotivamente”. 

La Biophilia è un termine relativamente nuovo per un concetto ancestrale: il desiderio dell’uomo di connettersi più pienamente con il mondo naturale. 

Numerosi studi hanno evidenziato che sussiste un forte legame tra il tempo trascorso nella natura e il miglioramento della salute dell’uomo e la Biophilia, in sostanza, ci dimostra che per proteggere il pianeta gli esseri umani devono riconnettersi con il mondo naturale. 

Biophilic urbanism e Biophilic design

Dalla biophilia sono poi scaturite alcune derivazioni applicate al mondo moderno. Per esempio, Biophilic urbanism e Biophilic design sono due discipline che propongono l’incorporamento della natura e delle infrastrutture verdi all’interno delle città al fine di influenzare positivamente la salute e il benessere umano, oltre a favorire la sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Gli spazi urbani realizzati seguendo le indicazioni di queste due discipline, sono quelli che hanno un impatto positivo sul clima, sono sostenibili, promuovono la salute e il benessere e connettono l’uomo alla natura. Gli elementi di una città costruita e modellata su questi concetti si estendono oltre la tradizionale attenzione progettuale: dai parchi pubblici agli spazi verdi, per includere molti altri elementi della natura nelle città come corridoi blu, intesi come piccoli corsi d’acqua artificiali, foreste urbane e agricoltura urbana anche sospesa o realizzata in verticale.

Urbanesimo rigenerativo. Il caso Pontevedra

Il desiderio al quale si tende è quello di ridurre le emissioni e sviluppare comunità sane e un concetto legato all’urbanesimo rigenerativo. Che tipo di città vogliamo abitare entro il 2050 e oltre? Le decisioni odierne determinano come la società intesa come comunità di umani, sarà in grado di affrontare gli eventi antropogenici in aumento. 

L'urbanesimo rigenerativo ha un ruolo importante da svolgere per affrontare queste enormi sfide perché applicato in maniera coerente, sarà in grado di rendere le città sostenibili e a misura d’uomo, permettendo alla comunità intera di riappropriarsi degli spazi rigenerati a seguito degli interventi di recupero e trasformazione nel pieno rispetto della sostenibilità ambientale. 

In Spagna esiste un caso che viene spesso preso come modello da tutto il mondo. Si tratta della città di Pontevedra, un centro urbano di circa 80.000 abitanti della Galizia, posto al nord ovest della Spagna. Questo piccolo miracolo di rigenerazione urbana ha posto al primo posto l’essere umano allontanando le macchine dal centro cittadino e restituendo la città alle persone. Questo naturalmente non solo ha stravolto il benessere della popolazione di Pontevedra ma ha garantito la riduzione drastica di morti per incidentalità stradale.

È stata una lenta trasformazione iniziata nel 1999 con il primo insediamento di un sindaco che decise di restituire la città alle persone. Questo non vuol dire che l’accesso alle automobili in città sia vietato. Assolutamente no. Ma è strettamente regolamentato non solo da limiti di velocità che nel tempo, a partire dal 2010 sono passati da 30 km/h fino a raggiungere i 20 e i 10 km/h anche in zone extra urbane. Ma sicuramente la più grande trasformazione si racconta descrivendo la progettualità attuata per recuperare le aree di parcheggio destinate alle automobili che sono state invece spostate fuori città.

Secondo un report pubblicato nel 2017 dal Comune di Pontevedra, nel corso degli ultimi 20 anni il 90% del traffico automobilistico è stato eliminato e il numero di residenti che utilizzano l'auto per gli spostamenti all'interno della città è diminuito del 67% rispetto al 1997. Oggi, quasi il 70% degli spostamenti avviene a piedi o in bicicletta. A supporto di ciò, la città ha costruito una mappa chiamata il "Metro Minuto" che mostra i tempi di percorrenza e le distanze tra un posto e l’altro della città, andando a piedi. Pensate che è possibile attraversare tutta la città a piedi in soli 25 minuti.

Pontevedra esempio di sicurezza stradale e sostenibilità ambientale

Nel frattempo, i livelli di inquinamento sono diminuiti in proporzione diretta: il 61% in meno di CO2, l'inquinamento acustico è scomparso dal centro storico e la sicurezza stradale è migliorata significativamente.

Nel 2020, a seguito della vittoria del 1° premio europeo per la sicurezza stradale urbana, il sindaco Miguel Anxo Fernández Lores, oggi al suo sesto mandato come primo cittadino, ha rilasciato una dichiarazione (il contributo è contenuto nell’archivio istituzionale del MASE) che riassume in questa espressione la grande trasformazione che lui stesso ha guidato e continua a guidare, diventando esempio per molte altre città europee:

“Pontevedra è una città accogliente, sicura e rispettosa dell'ambiente con un'alta qualità della vita. Il premio è stato di grande importanza per noi a causa del prestigio associato al riconoscimento da parte della Commissione Europea. Tutte le misure sono finalizzate a raggiungere l'obiettivo di ridurre gli incidenti stradali. Educazione stradale, segnaletica verticale e orizzontale, regolamentazione centralizzata del traffico, misure disciplinari, strade scolastiche, norme e regolamenti, riduzione del limite di velocità a 30 km / h - tutte queste misure sono utili e necessarie. Per seguire il nostro esempio le città dovrebbero fare scelte che migliorino la sicurezza, che rendano più facile per i bambini muoversi autonomamente in città e semplifichino la vita degli anziani e delle persone con diversità funzionali. Dovrebbero concentrarsi su come rendere la propria città più amichevole, più inclusiva e più coesa e dovrebbero utilizzare spazi pubblici migliorati e altamente sicuri per raggiungere questo obiettivo. Dovrebbero sforzarsi di ridurre la priorità ingiusta data al trasporto motorizzato rispetto all'uso della città e degli spazi pubblici da parte dei cittadini. Le città dovrebbero considerare la drastica riduzione dell'inquinamento atmosferico e acustico come una giusta causa”

Come saranno le città del futuro?

L’esempio di Pontevedra è stato ripreso in tutto il mondo e il concetto di città 30 si sta diffondendo anche in Italia. Abbiamo da poco approfondito come una metropoli come Londra sta applicando un modello che riducendo la velocità delle automobili influisce non solo ad accrescere la sicurezza dei pedoni e dei ciclisti, ma ha un impatto considerevole anche sull’ambiente. Le città del futuro, quindi, saranno ecosistemi lenti, dove il rispetto per l’uomo e per la natura dovrà essere messo al primo posto, affrontando nuove vie che accrescano sicurezza e sostenibilità.

 

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